}

giovedì 3 settembre 2015

Da "Heaven"



Procedevamo al trotto lungo il sentiero, attraverso la foresta di conifere che circondava la fattoria. Ryan cavalcava al mio fianco, controllando che fossi tranquilla e sicura. Mi sentivo bene; gli alberi ci avvolgevano, creando una sorta di guscio che sembrava proteggerci dal mondo esterno e solo i raggi di sole attraverso i rami potevano raggiungerci.
<<Che ne dici di fare una sosta?>>, mi chiese Ryan dopo circa un’ora di cavalcata,<<ho dei panini nello zaino>>.
<<Ottima idea…sono affamata!>>.
Ci fermammo all’ombra di un acero e ci sedemmo sull’erba; Ryan aprì il suo zaino e ne tirò fuori dei sandwiches al tonno.
<<Spero ti piacciano>>.
<<Certo, vanno benissimo!>>.
Mangiai di gusto, avevo bisogno di energie; la vita all’aperto e l’equitazione stimolavano l’appetito.
<<Allora…come stai?>>, mi chiese Ryan, dopo aver finito l’ultimo sandwich.
<<Intendi adesso o in generale?>>.
<<Beh… in generale>>.
<<Non so… dipende dai momenti. Ora mi sto divertendo, adoro cavalcare. Quando sono da sola, soprattutto la notte, è più dura…>>.
<<Fai degli incubi?>>.
<<Sì, a volte mi capita…spesso, a dir la verità>>, abbassai lo sguardo, un po’ imbarazzata.
<<Hayley, è più che normale, anche io non facevo altro che fare brutti sogni; li faccio ancora, ma più di rado…ogni giorno va meglio>>.
<<Sai, il problema è che a volte mi sveglio urlando, come stanotte…ho spaventato mia nonna…non mio nonno, però, ha il sonno troppo pesante>>, ci guardammo e ridemmo perché, pensandoci bene, era comico che mio nonno non si fosse svegliato nemmeno con me che urlavo come una pazza.
<<Hai un bel sorriso, dovresti ridere più spesso…>>. Ryan mi spiazzò con quelle parole, arrossii.
<<Grazie…ci proverò>>.
Decisi di cambiare discorso, ero un po’ in confusione.
<<Allora, Ryan, cosa ti piace fare, oltre andare a cavallo?>>.
<<Beh…mi piace leggere, andare al cinema, suonare il basso…>>.
<<Suoni? Anch’io suono, cioè, suonavo…la chitarra>>.
<<Davvero? E, adesso, non suoni più?>>.
<<Ultimamente non molto…>>.
<<Devi ricominciare>>.
<<Non ho nemmeno portato la mia chitarra, l’ho lasciata a Boston>>.
<<Questo non è un problema; ho una bella chitarra acustica a casa, posso prestartela, mi piacerebbe sentirti suonare…>>.
<<Sì, forse, dovrei ricominciare…>>.
Parlare con Ryan era facile; mi capiva, proprio nel periodo in cui nessuno ci riusciva.
Ci riposammo per circa mezz’ora, poi proseguimmo il giro. Verso le sei eravamo alla fattoria; ero distrutta, ma era stata una giornata importante per me: il mio cuore si stava riaprendo e stava trovando spazio per un po’ di felicità.
<<Ti sei divertita?>>, mi chiese Ryan, prima di riprendere la strada per casa.
<<Dire che mi sono divertita è assolutamente riduttivo, è stato un pomeriggio meraviglioso! Io…ti ringrazio, davvero>>.
<<Basta con i ringraziamenti, Hayley, io sto molto bene con te, molto…>>.


Nessun commento:

Posta un commento