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martedì 22 settembre 2015

Da "Quello che so di te"



Arrivo a scuola e vado verso l’entrata, dove mi aspettano Lauren e Jane. Noi tre abbiamo un bellissimo rapporto; siamo amiche dalla prima superiore e, nonostante siamo diversissime l’una dall’altra, ci capiamo alla perfezione. Lauren è una moretta tutto pepe, estroversa e con il sorriso sempre sulle labbra; fa la cheerleader ed è piena di energia. Jane è molto più tranquilla e riservata e trascorre gran parte del suo tempo a leggere; ha origini irlandesi, che si possono intuire dai suoi bellissimi boccoli rossi e dalle adorabili lentiggini sulla pelle diafana. Quanto a me, sono un tipo lunatico: sono abbastanza socievole, di solito, ma se ho una giornata storta posso diventare una musona, ho bisogno dei miei spazi, ogni tanto, e di stare da sola; amo trascorrere il tempo a suonare la chitarra e adoro scatenarmi ai concerti rock, anche se sono alquanto timida.
<<Kaley, ho ottime notizie per te!>>, mi dice Lauren non appena mi vede, mentre Jane sghignazza dietro di lei.
<<Che tipo di notizie?>>. Sono incuriosita.
<<Qualcosa che ti aiuterà con il tuo progetto “dimenticare Josh Evans”>>, afferma Jane.
Lauren e Jane sanno tutto di me e di Josh e vogliono aiutarmi a levarmelo dalla testa, così hanno deciso che quest’anno mi avrebbero assistito nelle mie scelte sentimentali e mi hanno promesso che avrebbero trovato il ragazzo perfetto per me.
<<Ci sono ben tre ragazzi nuovi e uno di loro è davvero carino!>>. Lauren sembra entusiasta.
<<Ma…è solo il primo giorno! Non credi di essere un po’ affrettata?>>.
<<Chiederò a Jake di fare amicizia con lui, così mi farà sapere che tipo è, cosa ne dici?>>, insiste Lauren. Jake è il suo ragazzo; gioca nella squadra di football della scuola ed è molto carino. Lauren e Jake stanno insieme da quasi un anno e lui è molto dolce con lei. A volte li invidio, anche perché sono l’unica single del gruppo. Jane esce da due mesi con un ragazzo del college, Luke, appassionato come lei di letteratura e, anche se non è ancora una cosa seria, credo che la loro storia possa funzionare, sono molto affiatati.
<<Ok, sono nelle tue mani, Lauren. Prima dovrò pur vedere se mi piace, però…>>, dico, rassegnata.
<<Certo, entriamo…>>. Lauren mi prende per mano e mi trascina dentro. Jane ci segue ridendo.
<<Guarda, è lui; si chiama Aaron Peterson, non è carino da morire? Tutta la squadra delle cheerleader già gli sbava dietro>>. Lauren indica un ragazzo alto e biondo davanti alla porta della segreteria.
Lo osservo; è un bel ragazzo, ma, come sempre, non sento niente di speciale.
<<Sì, non è male…ma, non lo so…>>, dico, scettica, poi ci passa accanto Josh, avvinghiato ad una moretta e ci ripenso, <<ok…dì pure a Jake di andare in avanscoperta>>.
Lauren e Jane sorridono soddisfatte, mentre io mi sento contorcere lo stomaco.

sabato 12 settembre 2015

L'amore verrà (Stelle cadenti series)




Partiamo dal fatto che adoro Jessica Sorensen; la sua
scrittura arriva dritta allo stomaco e ogni suo libro mi
trasmette emozioni incredibili.
"L'amore verrà", il primo libro della serie delle Stelle cadenti
non è da meno.
Nova e Quinton hanno entrambi perso le persone che amavano
e tutti e due si sentono in qualche modo colpevoli per questa perdita.
Credono che non valga più la pena vivere, che non ci sia niente che
potrà farli stare meglio, ma quando si incontrano nasce un legame
al primo sguardo. L'uno vede la propria tristezza negli occhi dell'altra.
E la voglia di vivere e amare ancora ritorna.
Dolcezza, passione, sofferenza; troverete tutto questo in "L'amore verrà".

giovedì 3 settembre 2015

Da "Heaven"



Procedevamo al trotto lungo il sentiero, attraverso la foresta di conifere che circondava la fattoria. Ryan cavalcava al mio fianco, controllando che fossi tranquilla e sicura. Mi sentivo bene; gli alberi ci avvolgevano, creando una sorta di guscio che sembrava proteggerci dal mondo esterno e solo i raggi di sole attraverso i rami potevano raggiungerci.
<<Che ne dici di fare una sosta?>>, mi chiese Ryan dopo circa un’ora di cavalcata,<<ho dei panini nello zaino>>.
<<Ottima idea…sono affamata!>>.
Ci fermammo all’ombra di un acero e ci sedemmo sull’erba; Ryan aprì il suo zaino e ne tirò fuori dei sandwiches al tonno.
<<Spero ti piacciano>>.
<<Certo, vanno benissimo!>>.
Mangiai di gusto, avevo bisogno di energie; la vita all’aperto e l’equitazione stimolavano l’appetito.
<<Allora…come stai?>>, mi chiese Ryan, dopo aver finito l’ultimo sandwich.
<<Intendi adesso o in generale?>>.
<<Beh… in generale>>.
<<Non so… dipende dai momenti. Ora mi sto divertendo, adoro cavalcare. Quando sono da sola, soprattutto la notte, è più dura…>>.
<<Fai degli incubi?>>.
<<Sì, a volte mi capita…spesso, a dir la verità>>, abbassai lo sguardo, un po’ imbarazzata.
<<Hayley, è più che normale, anche io non facevo altro che fare brutti sogni; li faccio ancora, ma più di rado…ogni giorno va meglio>>.
<<Sai, il problema è che a volte mi sveglio urlando, come stanotte…ho spaventato mia nonna…non mio nonno, però, ha il sonno troppo pesante>>, ci guardammo e ridemmo perché, pensandoci bene, era comico che mio nonno non si fosse svegliato nemmeno con me che urlavo come una pazza.
<<Hai un bel sorriso, dovresti ridere più spesso…>>. Ryan mi spiazzò con quelle parole, arrossii.
<<Grazie…ci proverò>>.
Decisi di cambiare discorso, ero un po’ in confusione.
<<Allora, Ryan, cosa ti piace fare, oltre andare a cavallo?>>.
<<Beh…mi piace leggere, andare al cinema, suonare il basso…>>.
<<Suoni? Anch’io suono, cioè, suonavo…la chitarra>>.
<<Davvero? E, adesso, non suoni più?>>.
<<Ultimamente non molto…>>.
<<Devi ricominciare>>.
<<Non ho nemmeno portato la mia chitarra, l’ho lasciata a Boston>>.
<<Questo non è un problema; ho una bella chitarra acustica a casa, posso prestartela, mi piacerebbe sentirti suonare…>>.
<<Sì, forse, dovrei ricominciare…>>.
Parlare con Ryan era facile; mi capiva, proprio nel periodo in cui nessuno ci riusciva.
Ci riposammo per circa mezz’ora, poi proseguimmo il giro. Verso le sei eravamo alla fattoria; ero distrutta, ma era stata una giornata importante per me: il mio cuore si stava riaprendo e stava trovando spazio per un po’ di felicità.
<<Ti sei divertita?>>, mi chiese Ryan, prima di riprendere la strada per casa.
<<Dire che mi sono divertita è assolutamente riduttivo, è stato un pomeriggio meraviglioso! Io…ti ringrazio, davvero>>.
<<Basta con i ringraziamenti, Hayley, io sto molto bene con te, molto…>>.