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martedì 29 dicembre 2015

Nuova recensione per "Mi fido di te"

1 di 1 persone hanno trovato utile la seguente recensione Di paola il 28 dicembre 2015
Acquisto verificato
Consigliato sicuramente a chi ama i romanzi d'amore. Ben scritto, i protagonisti sono davvero belli e interessanti per nulla banali. La storia è bella e ben costruita.

mercoledì 16 dicembre 2015

Da "Salvami"



Dopo la serata al pub, Dean aveva riaccompagnato a casa Claire; in quel momento erano davanti alla porta di casa sua e tutto quello a cui riusciva a pensare Dean era che voleva baciare quella ragazza, assaggiare quel lucidalabbra rosato su quelle labbra perfette, ma sapeva che Claire voleva andarci piano ed era tremendamente indeciso.
<<Sono stato benissimo stasera>>, disse, aspettando un segnale da lei.
<<Anche io…davvero>>, disse Claire, e sorrise.
Dean abbandonò l’indecisione e si avvicinò lentamente a Claire, azzerando la distanza fra loro. Claire non indietreggiò. Dean le posò delicatamente una mano sulla vita e l’attirò a sé. Le loro labbra si unirono in un bacio dolce e casto.
<<Sai di ciliegia…>>, sussurrò Dean.
Poco dopo il bacio divenne più sensuale, le loro lingue si sfiorarono, si accarezzarono, fino a cercarsi con insistenza.
In quel momento Dean pensò che avrebbe fatto di tutto per quella ragazza, l’avrebbe protetta da tutto e tutti, perché in lei c’erano un’innocenza e una luce che nessun’altra aveva.


lunedì 30 novembre 2015

L'ultima occasione






Nuovo episodio della storia tra Kellan ( irresistibile rockstar) e Kiera (timida ragazza della porta accanto). Sono una grande fan di questa storia d'amore scritta da S.C. Stephens e non potevo perdere
questo nuovo romanzo. Avevamo lasciato Kellan e Kiera che coronavano il loro sogno d'amore
scambiandosi una promessa di matrimonio e, in questo nuovo capitolo, li ritroviamo sempre più uniti.
I due protagonisti cominciano la loro vita insieme trasferendosi a Los Angeles, dove Kellan sta registrando il suo primo vero disco. Kiera ha deciso che vuole diventare una scrittrice e sta lavorando al suo primo romanzo. Ciò che metterà alla prova la loro storia, questa volta, sarà lo stile di vita da rockstar che Kellan si troverà ad affrontare. Il loro amore sarà abbastanza forte da superare tutte le difficoltà e le incomprensioni?

mercoledì 4 novembre 2015

Recensione di "Mi fido di te"

Una recensione di "Mi fido di te" che mi ha fatto molto piacere leggere:

4.0 su 5 stelle opera interessante 1 novembre 2015
Di Piera
Acquisto verificato
Corto ma delizioso questo romanzo di Silvia Giaccioli. Una storia delicata, pulita, piena di buoni sentimenti ma che tratta anche due temi dolorosi: la perdita di una persona cara e l'anoressia. Pur con poche parole credo che l'autrice sia riuscita a far capire il mondo di questi due giovani già così provati dalla vita ma che trovano l'uno nell'altra , la forza di continuare. Brava la scrittrice per aver narrato con pochi tocchi una bella vicenda senza mai cadere nel drammatico.

mercoledì 14 ottobre 2015

L'incastro (im)perfetto - Ugly love

Oggi vi consiglio "L'incastro (im)perfetto", un libro di una delle mie scrittrici
preferite, Colleen Hoover.
Il titolo originale del romanzo è "Ugly Love" e presto diventerà anche un film.
I protagonisti sono Miles e Tate e, vi avverto, non potrete fare a meno di innamorarvi
di Miles, tormentato e sexy pilota di aeroplani. Tate si trasferisce da suo fratello e fa
la conoscenza di Miles, uno dei suoi migliori amici. L'attrazione fra i due è istantanea,
ma Tate si rende conto che Miles è frenato da qualcosa e non riesce a lasciarsi andare.
Un giorno, però, i due non riescono più a trattenersi e si gettano l'uno nelle braccia dell'altra.
Miles, tuttavia, mette subito le cose in chiaro: fra loro non può esserci che sesso, perchè lui
non può offrirgli altro. Tate accetta la situazione, ma, con il passare del tempo, i sentimenti
di entrambi crescono. Toccherà a Tate cercare di scoprire cosa è successo nel passato di Miles
che l'ha reso così chiuso verso l'amore.
Un romanzo bellissimo, intenso e commovente. Assolutamente da non perdere.




venerdì 9 ottobre 2015

Primo capitolo di "Mi fido di te"




L’appartamento, situato nei pressi del Seattle Community College, era piccolo ma accogliente. C’erano un grazioso angolo cottura e un bel tavolino di legno, accanto a una zona soggiorno con un divano nero e un mobiletto per la televisione. Le due camere da letto avevano le pareti color crema, in tinta con l’armadio e i comodini, e il bagno era discretamente spazioso.
<<Poteva andarci peggio>>, dissi a Kristen, che stava già sistemando le sue cose.
<<Sì, tutto sommato non è male>>, concordò.
Kristen Jenkins era la mia migliore amica sin dalle elementari e non potevo essere più felice di condividere con lei l’appartamento e i corsi universitari. Non era stato facile convincerla a seguirmi a Seattle e iscriversi al college insieme a me. Kristen era uno spirito libero e aveva sempre detto di voler viaggiare per un anno dopo il diploma, prima di ricominciare a studiare, ma io ce l’avevo messa tutta per farle cambiare idea. Quando vivevamo a Portland, Kristen era la mia àncora di salvezza; la mia adolescenza non era stata facile e la mia situazione familiare non era felice, ma lei mi era sempre stata vicina. Era la mia unica vera amica.
<<Sarah, quando cominci le pulizie ricordati che devi iniziare dalla mia stanza!>>, gridò Kristen dalla sua camera da letto. Le avevo promesso che, se fosse venuta a Seattle, mi sarei occupata sempre io delle faccende di casa. Cominciavo già a pentirmene.
<<Intendi approfittartene di questa cosa, vero?>>, le chiesi.
<<Assolutamente sì!>>.
Scoppiai a ridere. Kristen era fatta così; era divertente, estroversa e diceva sempre quello che pensava. Era una bella ragazza dai lunghi riccioli rosso fuoco e gli occhi verdi, con tutte le curve al punto giusto. Sia caratterialmente, che fisicamente, io ero l’esatto opposto della mia amica. Ero introversa, riservata e non amavo mettermi in mostra. Tutti mi dicevano che ero carina, ma non ero certo appariscente come Kristen; avevo dei lunghi capelli castano chiaro e i miei occhi erano azzurri, ero piuttosto minuta e magra. Mi vestivo in modo semplice, prediligendo jeans e t-shirt, mentre Kristen indossava spesso minigonne o top scollati. Insomma, a prima vista, nessuno avrebbe detto che fossimo così unite, ma eravamo come sorelle.
<<Il posto è piccolo, ma credo che riusciremo comunque ad organizzare qualche festa…>>, disse Kristen, studiando attentamente la zona soggiorno.
<<Vuoi organizzare delle feste qui dentro? Stai scherzando? Dovrò pulire io dopo e, comunque, sai che non sono un tipo da festa>>, replicai.
<<E questo dovrà cambiare, mia cara. Ti farò recuperare tutte le feste che ti sei persa alle superiori e, se la casa sarà un disastro, farò un’eccezione e ti aiuterò a rimettere in ordine. Ci divertiremo come pazze quest’anno>>.
Sospirai, non sapendo come ribattere. Il divertimento non era stata la mia occupazione principale negli anni delle superiori. Quando avevo quattordici anni i miei genitori avevano divorziato e, da quel momento, avevo dimenticato cos’era la felicità. Il divorzio non era stato affatto civile; i miei non si parlavano quasi più, se lo facevano era per litigare. Io ero rimasta a vivere con mia madre, che aveva cominciato a soffrire di depressione. Mio padre aveva presto trovato una nuova compagna e non si preoccupava molto di come stessimo io e la mamma. Improvvisamente mi ero ritrovata completamente sola, senza nessuno che si prendesse cura di me. Avevo sviluppato un disturbo alimentare, per via dello stress e del bisogno disperato che qualcuno si accorgesse del mio disagio; ero arrivata a pesare quarantadue chili. Dopo essersi resi conto di quanto stessi male, i miei genitori mi avevano affidata alle cure di un terapeuta, ma non avevano fatto il minimo sforzo per appianare i loro contrasti e cercare di offrirmi un ambiente familiare più sereno. Seguirono anni di cura e terapia che mi aiutarono a recuperare peso e superare l’anoressia. All’ultimo anno delle superiori avevo ricominciato a mangiare regolarmente e avevo capito che non potevo continuare a farmi del male per reclamare l’affetto dei miei genitori.
C’era stato anche un ragazzo, per il quale avevo preso una cotta tremenda e con cui ero stata per qualche mese, ma purtroppo si era rivelato uno stronzo che si divertiva con le altre alle mie spalle. Probabilmente ogni ragazza, nella propria vita, doveva averne conosciuto uno.
Venire a Seattle per me era un nuovo inizio; volevo gettarmi alle spalle il passato e guardare al futuro con positività. Avevo scelto di studiare psicologia; mi sarebbe piaciuto, un giorno, poter aiutare le ragazze come me, con i miei stessi problemi.
Il mio proposito era di concentrarmi sullo studio, senza troppe distrazioni, ma, ovviamente, Kristen non era d’accordo. Continuava a ripetermi che ciò di cui avevo bisogno era divertirmi e, soprattutto, uscire con dei ragazzi fighi (parole sue). Da parte mia, di ragazzi che mi avrebbero spezzato il cuore non ne volevo proprio sapere.
<<Che ne dici di andare al campus a ritirare l’orario delle lezioni, invece di organizzare mentalmente delle feste che ci faranno sbattere fuori di casa?>>, dissi a Kristen, che mi guardò ed enunciò solennemente: <<Sarah Thompson, ti prometto che, alla fine di quest’anno universitario, sarai una persona completamente diversa>>.

martedì 22 settembre 2015

Da "Quello che so di te"



Arrivo a scuola e vado verso l’entrata, dove mi aspettano Lauren e Jane. Noi tre abbiamo un bellissimo rapporto; siamo amiche dalla prima superiore e, nonostante siamo diversissime l’una dall’altra, ci capiamo alla perfezione. Lauren è una moretta tutto pepe, estroversa e con il sorriso sempre sulle labbra; fa la cheerleader ed è piena di energia. Jane è molto più tranquilla e riservata e trascorre gran parte del suo tempo a leggere; ha origini irlandesi, che si possono intuire dai suoi bellissimi boccoli rossi e dalle adorabili lentiggini sulla pelle diafana. Quanto a me, sono un tipo lunatico: sono abbastanza socievole, di solito, ma se ho una giornata storta posso diventare una musona, ho bisogno dei miei spazi, ogni tanto, e di stare da sola; amo trascorrere il tempo a suonare la chitarra e adoro scatenarmi ai concerti rock, anche se sono alquanto timida.
<<Kaley, ho ottime notizie per te!>>, mi dice Lauren non appena mi vede, mentre Jane sghignazza dietro di lei.
<<Che tipo di notizie?>>. Sono incuriosita.
<<Qualcosa che ti aiuterà con il tuo progetto “dimenticare Josh Evans”>>, afferma Jane.
Lauren e Jane sanno tutto di me e di Josh e vogliono aiutarmi a levarmelo dalla testa, così hanno deciso che quest’anno mi avrebbero assistito nelle mie scelte sentimentali e mi hanno promesso che avrebbero trovato il ragazzo perfetto per me.
<<Ci sono ben tre ragazzi nuovi e uno di loro è davvero carino!>>. Lauren sembra entusiasta.
<<Ma…è solo il primo giorno! Non credi di essere un po’ affrettata?>>.
<<Chiederò a Jake di fare amicizia con lui, così mi farà sapere che tipo è, cosa ne dici?>>, insiste Lauren. Jake è il suo ragazzo; gioca nella squadra di football della scuola ed è molto carino. Lauren e Jake stanno insieme da quasi un anno e lui è molto dolce con lei. A volte li invidio, anche perché sono l’unica single del gruppo. Jane esce da due mesi con un ragazzo del college, Luke, appassionato come lei di letteratura e, anche se non è ancora una cosa seria, credo che la loro storia possa funzionare, sono molto affiatati.
<<Ok, sono nelle tue mani, Lauren. Prima dovrò pur vedere se mi piace, però…>>, dico, rassegnata.
<<Certo, entriamo…>>. Lauren mi prende per mano e mi trascina dentro. Jane ci segue ridendo.
<<Guarda, è lui; si chiama Aaron Peterson, non è carino da morire? Tutta la squadra delle cheerleader già gli sbava dietro>>. Lauren indica un ragazzo alto e biondo davanti alla porta della segreteria.
Lo osservo; è un bel ragazzo, ma, come sempre, non sento niente di speciale.
<<Sì, non è male…ma, non lo so…>>, dico, scettica, poi ci passa accanto Josh, avvinghiato ad una moretta e ci ripenso, <<ok…dì pure a Jake di andare in avanscoperta>>.
Lauren e Jane sorridono soddisfatte, mentre io mi sento contorcere lo stomaco.

sabato 12 settembre 2015

L'amore verrà (Stelle cadenti series)




Partiamo dal fatto che adoro Jessica Sorensen; la sua
scrittura arriva dritta allo stomaco e ogni suo libro mi
trasmette emozioni incredibili.
"L'amore verrà", il primo libro della serie delle Stelle cadenti
non è da meno.
Nova e Quinton hanno entrambi perso le persone che amavano
e tutti e due si sentono in qualche modo colpevoli per questa perdita.
Credono che non valga più la pena vivere, che non ci sia niente che
potrà farli stare meglio, ma quando si incontrano nasce un legame
al primo sguardo. L'uno vede la propria tristezza negli occhi dell'altra.
E la voglia di vivere e amare ancora ritorna.
Dolcezza, passione, sofferenza; troverete tutto questo in "L'amore verrà".

giovedì 3 settembre 2015

Da "Heaven"



Procedevamo al trotto lungo il sentiero, attraverso la foresta di conifere che circondava la fattoria. Ryan cavalcava al mio fianco, controllando che fossi tranquilla e sicura. Mi sentivo bene; gli alberi ci avvolgevano, creando una sorta di guscio che sembrava proteggerci dal mondo esterno e solo i raggi di sole attraverso i rami potevano raggiungerci.
<<Che ne dici di fare una sosta?>>, mi chiese Ryan dopo circa un’ora di cavalcata,<<ho dei panini nello zaino>>.
<<Ottima idea…sono affamata!>>.
Ci fermammo all’ombra di un acero e ci sedemmo sull’erba; Ryan aprì il suo zaino e ne tirò fuori dei sandwiches al tonno.
<<Spero ti piacciano>>.
<<Certo, vanno benissimo!>>.
Mangiai di gusto, avevo bisogno di energie; la vita all’aperto e l’equitazione stimolavano l’appetito.
<<Allora…come stai?>>, mi chiese Ryan, dopo aver finito l’ultimo sandwich.
<<Intendi adesso o in generale?>>.
<<Beh… in generale>>.
<<Non so… dipende dai momenti. Ora mi sto divertendo, adoro cavalcare. Quando sono da sola, soprattutto la notte, è più dura…>>.
<<Fai degli incubi?>>.
<<Sì, a volte mi capita…spesso, a dir la verità>>, abbassai lo sguardo, un po’ imbarazzata.
<<Hayley, è più che normale, anche io non facevo altro che fare brutti sogni; li faccio ancora, ma più di rado…ogni giorno va meglio>>.
<<Sai, il problema è che a volte mi sveglio urlando, come stanotte…ho spaventato mia nonna…non mio nonno, però, ha il sonno troppo pesante>>, ci guardammo e ridemmo perché, pensandoci bene, era comico che mio nonno non si fosse svegliato nemmeno con me che urlavo come una pazza.
<<Hai un bel sorriso, dovresti ridere più spesso…>>. Ryan mi spiazzò con quelle parole, arrossii.
<<Grazie…ci proverò>>.
Decisi di cambiare discorso, ero un po’ in confusione.
<<Allora, Ryan, cosa ti piace fare, oltre andare a cavallo?>>.
<<Beh…mi piace leggere, andare al cinema, suonare il basso…>>.
<<Suoni? Anch’io suono, cioè, suonavo…la chitarra>>.
<<Davvero? E, adesso, non suoni più?>>.
<<Ultimamente non molto…>>.
<<Devi ricominciare>>.
<<Non ho nemmeno portato la mia chitarra, l’ho lasciata a Boston>>.
<<Questo non è un problema; ho una bella chitarra acustica a casa, posso prestartela, mi piacerebbe sentirti suonare…>>.
<<Sì, forse, dovrei ricominciare…>>.
Parlare con Ryan era facile; mi capiva, proprio nel periodo in cui nessuno ci riusciva.
Ci riposammo per circa mezz’ora, poi proseguimmo il giro. Verso le sei eravamo alla fattoria; ero distrutta, ma era stata una giornata importante per me: il mio cuore si stava riaprendo e stava trovando spazio per un po’ di felicità.
<<Ti sei divertita?>>, mi chiese Ryan, prima di riprendere la strada per casa.
<<Dire che mi sono divertita è assolutamente riduttivo, è stato un pomeriggio meraviglioso! Io…ti ringrazio, davvero>>.
<<Basta con i ringraziamenti, Hayley, io sto molto bene con te, molto…>>.