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domenica 27 aprile 2014

Da "Lungo la via"



Viaggiammo in jeep per tutto il giorno dopo aver lasciato lo Yellowstone, diretti verso il Nevada. Tyler aveva suggerito che sarebbe stato divertente andare a Las Vegas e, naturalmente, io e Logan eravamo d’accordo. Era surreale come non ci preoccupassimo di niente: di quando sarebbero finiti i soldi, di dove ci saremmo trovati i giorni seguenti, di quando saremmo dovuti tornare alle nostre vite, quelle normali, ragionevoli. Durante il tragitto parlammo senza sosta. Tyler e Logan mi raccontarono della loro vita, del loro lavoro, delle loro famiglie; mi resi conto che Tyler si stava aprendo, descrivendomi persino il difficile rapporto che aveva  con i genitori, con i quali non si vedeva da un po’. Mi sentivo bene come  non mai insieme a quei due ragazzi. Tyler mi guardava spesso, mi sorrideva, e io ricambiavo. Logan se ne accorgeva e ci guardava ridendo. Io avevo una cotta tremenda, non potevo negarlo. Ma non era solo Tyler che stava entrando nel mio cuore; lo stava facendo anche Logan, seppur in modo diverso. Era un ragazzo dolcissimo, incredibilmente sensibile. Quel giorno mi raccontò come Tyler l’avesse convinto a prendersi un po’ di ferie e partire per cercare di farlo uscire dal buco nero in cui era caduto dopo che una ragazza gli aveva spezzato il cuore. Stavamo diventando grandi amici e non mi succedeva molto spesso di provare un tale feeling con qualcuno in così poco tempo.
Tyler e Logan sembravano essere scesi dal cielo per me.

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