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domenica 27 aprile 2014

Da "Lungo la via"



<<Tyler! Ma che cavolo ci fai qui?>>, gli chiesi, praticamente gridando.
<<Jen…>>. Disse solo il mio nome prima di gettarmisi addosso e abbracciarmi tanto forte da togliermi il respiro. Non potei fare a meno di ricambiare quell’abbraccio. Non riuscivo a credere a quello che stava accadendo. Tyler era davvero lì? Era venuto a Grafton dalla California e ora mi stava stringendo fra le sue braccia?
Mia madre ci raggiunse in corridoio per controllare chi fosse; io e Tyler, ancora abbracciati, ci separammo all’istante.
<<Jen, che succede? Chi è questo ragazzo?>>.
<<Mamma…lui è Tyler>>.
Tyler tese nervosamente la mano verso mia madre.
<<Piacere di conoscerla, signora>>.
Mia madre ricambiò il saluto, un po’ in confusione, poi calò un imbarazzante silenzio, interrotto da mio padre e mia sorella, anche loro curiosi di capire cosa stesse succedendo.
<<Mamma, papà…io e Tyler usciamo un istante, dobbiamo chiarire alcune cose>>. Mi sembrò l’unica cosa da dire per uscire da quella scomoda situazione.

***

Fuori casa era parcheggiata la jeep di Tyler.
<<Sei venuto fin qui guidando?!>>, gli domandai incredula.
<<Beh…sì, ho cominciato a guidare senza una meta precisa e alla fine sono arrivato qui>>, mi rispose, con lo sguardo supplichevole di chi cercava conforto.
<<Tyler…perché? Perché sei venuto?>>.
<<Lo sai perché; perché ti amo e voglio che torni da me>>. Mi prese per la vita e mi tirò a sé. Non mi opposi, stare di nuovo tra le sue braccia era tutto ciò che desideravo.
<<Anche io ti amo ma…non è colpa mia se ci siamo dovuti separare>>. Ero così combattuta. Sapevo che per il momento avrei dovuto stargli lontana, ma non ci riuscivo.
<<Lo so che la maggior parte delle volte sono un idiota, ma, ti prego, sei la mia vita, dammi del tempo per migliorare e vedrai…ti renderò felice. Ti amo da impazzire, Jen>>.
Le nostre bocche si cercarono e, per qualche istante, mi sembrò di non aver bisogno di altro nella vita, se non di Tyler.
Quando ripresi il controllo del mio corpo cercai di ricordare a me stessa perché ero dovuta andarmene.
<<Non puoi farmi questo dopo tutto quello che hai combinato, non adesso>>, dissi, <<è l’ultimo dell’anno e sono a cena con la mia famiglia, come puoi piombare qui e aspettarti che lasci tutto e parta con te?>>.
<<Non mi aspetto niente Jen, voglio solo che tu sappia che non mi arrendo, che ti aspetterò, ti darò tutto il tempo che ti serve e diventerò una persona migliore, per te>>.
Non riuscii a trattenere le lacrime; Tyler prese la mia mano e mi disse che se ne sarebbe andato in quel preciso istante se era ciò che desideravo.
<<Forse…visto che hai fatto tutta questa strada, potresti restare a cena>>, dissi titubante.
La risposta di Tyler fu un largo sorriso.

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