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martedì 29 aprile 2014

Paris at night



Tre fiammiferi accesi uno per uno nella notte
Il primo per vederti tutto il viso
Il secondo per vederti gli occhi
L'ultimo per vedere la tua bocca
E tutto il buio per ricordarmi queste cose
Mentre ti stringo fra le braccia. 


Jacques Prévert 

domenica 27 aprile 2014

Da "Lungo la via"



Quando mi ero allontanata da casa, a Luglio, non avrei mai immaginato che, nel giro di due mesi, la mia vita potesse essere completamente rivoluzionata. A metà Settembre mi ero trasferita in un piccolo appartamento in affitto a Laguna Beach, insieme a Tyler e Logan; era successo tutto così velocemente che ancora stentavo a crederci. Un mese prima, dopo aver trascorso due giorni fantastici a Laguna Beach, io e i ragazzi avevamo affrontato quell’argomento spinoso che per un po’ avevamo cercato di evitare: cosa avremmo fatto dopo? Saremmo tornati alle nostre vite dimenticandoci di tutto? Dopo aver vissuto quella magia, quella libertà, saremmo mai stati felici vivendo un’esistenza “normale”?
E cosa ne sarebbe stato di ciò che era nato fra me e Tyler? Non era certo una storiella qualunque, non potevo tornarmene a casa e far finta di non averlo conosciuto; non riuscivo nemmeno ad immaginare di non vederlo più, come non volevo perdere quell’amicizia speciale che avevo instaurato con Logan. Non avrei più ritrovato persone come loro.
Fu Tyler a suggerire di cambiare vita e trasferirci nella West Coast, noi tre insieme; all’inizio risi all’idea, pensando che fosse totalmente impraticabile, seppur allettante, ma, quando vidi lo sguardo d’intesa tra Tyler e Logan, capii che loro non la pensavano come me.
E non ci misero molto a convincermi.

Da "Lungo la via"



  Le onde erano incredibili quel giorno, il sogno di ogni surfista; io, però, non me la cavavo ancora molto bene con la tavola, così mi sistemai sulla spiaggia, osservando ammirata Tyler e Logan, che erano diventati notevolmente abili.
<<Scusa…>>; qualcuno mi chiamò alle mie spalle. Mi voltai e vidi due ragazzi con le tavole da surf.
<<Sei qui da sola? Possiamo sederci?>>, mi chiese uno di loro. Era alto, biondo e muscoloso, il tipico californiano.
<<No, non sono sola. Sto guardando il mio ragazzo e un mio amico che surfano>>; indicai Tyler e Logan.
<<Capisco…ti dispiace se ti teniamo compagnia fino a che non escono dall’acqua?>>, domandò l’altro ragazzo, dalla carnagione scura e l’accento spagnolo.
<<Io…non credo sia il caso>>. Cominciavo ad innervosirmi; sapevo che Tyler era geloso e non volevo che la giornata prendesse una brutta piega, inoltre non mi erano mai piaciuti i ragazzi che diventavano insistenti quando volevano approcciare una ragazza.
<<Dai, ci beviamo una birra, ne ho un paio nello zaino…>>, disse il ragazzo biondo, poi si mise a sedere accanto a me e il suo amico fece lo stesso.
Non ci volle molto prima che Tyler si accorgesse di quello che stava succedendo e uscisse dall’acqua con aria minacciosa, seguito da Logan.
<<Penso sia meglio che ve ne andiate>>, suggerii ai due ragazzi, che non sembravano voler mollare la presa.
<<Quello è il tuo ragazzo? Sembra incazzato>>, disse il tipo bruno, con aria quasi divertita.
<<Già, quindi vi consiglio di …>>; non feci in tempo a finire la frase, poichè fui interrotta da Tyler.
<<Jen, chi sono questi due? Li conosci?>>.
<<Veramente no…>>. Fui interrotta di nuovo, questa volta dal ragazzo biondo.
<<Stavamo solo tenendo un po’ di compagnia alla tua biondina>>, disse.
Tyler stava per esplodere; si avvicinò al ragazzo biondo, che si alzò in piedi, seguito dal suo amico, mentre Logan prese Tyler per un braccio, cercando di calmarlo.
<<Che cazzo hai detto?>>, chiese Tyler al ragazzo biondo.
<<Ehi, amico, stai calmo…ora ce ne andiamo>>, disse il ragazzo bruno.
<<Sì, abbiamo capito, te la scopi tu la biondina>>, aggiunse il tipo biondo.
Vidi il pugno di Tyler volare contro il volto del ragazzo e un fiotto di sangue colare dal suo naso. Logan strattonò Tyler cercando di farlo tornare in sé e io mi misi davanti a lui, prendendo il suo viso tra le mani.
<<Tyler…calmati>>. Lo guardai negli occhi, cercando di tranquillizzarlo.
<<Tu sei fuori di testa!>>, gridò a Tyler il ragazzo bruno, mentre soccorreva il suo amico.
<<Avete mancato di rispetto alla mia ragazza!>>, urlò Tyler.
<<Basta, per favore>>, lo supplicai.
Logan convinse i due ragazzi a calmarsi e andarsene, mentre io tenevo a bada Tyler; capivo che si fosse arrabbiato e mi faceva piacere che avesse difeso il mio onore, ma non poteva perdere il controllo in quella maniera e andare in giro a picchiare la gente. Soprattutto non volevo che si cacciasse nei guai.
Tyler aveva un temperamento focoso e irascibile, era passionale, geloso e a volte non sapeva controllarsi. Era uno dei motivi per cui lo amavo, mi faceva sentire viva, ma avevo paura che questo suo atteggiamento ci avrebbe procurato molti problemi e, soprattutto, che avrebbe potuto mettere in pericolo la nostra relazione.

Da "Lungo la via"



<<Tyler! Ma che cavolo ci fai qui?>>, gli chiesi, praticamente gridando.
<<Jen…>>. Disse solo il mio nome prima di gettarmisi addosso e abbracciarmi tanto forte da togliermi il respiro. Non potei fare a meno di ricambiare quell’abbraccio. Non riuscivo a credere a quello che stava accadendo. Tyler era davvero lì? Era venuto a Grafton dalla California e ora mi stava stringendo fra le sue braccia?
Mia madre ci raggiunse in corridoio per controllare chi fosse; io e Tyler, ancora abbracciati, ci separammo all’istante.
<<Jen, che succede? Chi è questo ragazzo?>>.
<<Mamma…lui è Tyler>>.
Tyler tese nervosamente la mano verso mia madre.
<<Piacere di conoscerla, signora>>.
Mia madre ricambiò il saluto, un po’ in confusione, poi calò un imbarazzante silenzio, interrotto da mio padre e mia sorella, anche loro curiosi di capire cosa stesse succedendo.
<<Mamma, papà…io e Tyler usciamo un istante, dobbiamo chiarire alcune cose>>. Mi sembrò l’unica cosa da dire per uscire da quella scomoda situazione.

***

Fuori casa era parcheggiata la jeep di Tyler.
<<Sei venuto fin qui guidando?!>>, gli domandai incredula.
<<Beh…sì, ho cominciato a guidare senza una meta precisa e alla fine sono arrivato qui>>, mi rispose, con lo sguardo supplichevole di chi cercava conforto.
<<Tyler…perché? Perché sei venuto?>>.
<<Lo sai perché; perché ti amo e voglio che torni da me>>. Mi prese per la vita e mi tirò a sé. Non mi opposi, stare di nuovo tra le sue braccia era tutto ciò che desideravo.
<<Anche io ti amo ma…non è colpa mia se ci siamo dovuti separare>>. Ero così combattuta. Sapevo che per il momento avrei dovuto stargli lontana, ma non ci riuscivo.
<<Lo so che la maggior parte delle volte sono un idiota, ma, ti prego, sei la mia vita, dammi del tempo per migliorare e vedrai…ti renderò felice. Ti amo da impazzire, Jen>>.
Le nostre bocche si cercarono e, per qualche istante, mi sembrò di non aver bisogno di altro nella vita, se non di Tyler.
Quando ripresi il controllo del mio corpo cercai di ricordare a me stessa perché ero dovuta andarmene.
<<Non puoi farmi questo dopo tutto quello che hai combinato, non adesso>>, dissi, <<è l’ultimo dell’anno e sono a cena con la mia famiglia, come puoi piombare qui e aspettarti che lasci tutto e parta con te?>>.
<<Non mi aspetto niente Jen, voglio solo che tu sappia che non mi arrendo, che ti aspetterò, ti darò tutto il tempo che ti serve e diventerò una persona migliore, per te>>.
Non riuscii a trattenere le lacrime; Tyler prese la mia mano e mi disse che se ne sarebbe andato in quel preciso istante se era ciò che desideravo.
<<Forse…visto che hai fatto tutta questa strada, potresti restare a cena>>, dissi titubante.
La risposta di Tyler fu un largo sorriso.

Da "Lungo la via"



<< Resta con me stanotte>>, mi disse Tyler, spiazzandomi completamente.
Logan era sceso dalla jeep ed era entrato nel motel per assicurarsi che ci fossero delle camere libere, almeno due, una per i ragazzi e una per me. Io e Tyler eravamo rimasti in auto.
<<Cosa?>>; non trovai altro da dire.
Tyler si girò e si spostò dal sedile anteriore a quello posteriore, accanto a me. Pochi secondi dopo le sue labbra erano sulle mie; sapeva di cioccolato al latte. In quell’istante desiderai che non si staccasse più da  me. La sua lingua accarezzò la mia, prima dolcemente, poi più intensamente.
<<Dormi con me questa notte…voglio stare con te>>, mi disse.
<<Io…non so che dire>>.
<<Ti prometto che non ti sfiorerò nemmeno se non vorrai, ma, ti prego, passiamo la notte insieme; ho perso la testa per te>>.
Mi baciò di nuovo.
<<Ti voglio>>, mi sussurrò.
Ci pensai un attimo e poi lo dissi.
<<Anch’io ti voglio>>.

Da "Lungo la via"



Viaggiammo in jeep per tutto il giorno dopo aver lasciato lo Yellowstone, diretti verso il Nevada. Tyler aveva suggerito che sarebbe stato divertente andare a Las Vegas e, naturalmente, io e Logan eravamo d’accordo. Era surreale come non ci preoccupassimo di niente: di quando sarebbero finiti i soldi, di dove ci saremmo trovati i giorni seguenti, di quando saremmo dovuti tornare alle nostre vite, quelle normali, ragionevoli. Durante il tragitto parlammo senza sosta. Tyler e Logan mi raccontarono della loro vita, del loro lavoro, delle loro famiglie; mi resi conto che Tyler si stava aprendo, descrivendomi persino il difficile rapporto che aveva  con i genitori, con i quali non si vedeva da un po’. Mi sentivo bene come  non mai insieme a quei due ragazzi. Tyler mi guardava spesso, mi sorrideva, e io ricambiavo. Logan se ne accorgeva e ci guardava ridendo. Io avevo una cotta tremenda, non potevo negarlo. Ma non era solo Tyler che stava entrando nel mio cuore; lo stava facendo anche Logan, seppur in modo diverso. Era un ragazzo dolcissimo, incredibilmente sensibile. Quel giorno mi raccontò come Tyler l’avesse convinto a prendersi un po’ di ferie e partire per cercare di farlo uscire dal buco nero in cui era caduto dopo che una ragazza gli aveva spezzato il cuore. Stavamo diventando grandi amici e non mi succedeva molto spesso di provare un tale feeling con qualcuno in così poco tempo.
Tyler e Logan sembravano essere scesi dal cielo per me.