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mercoledì 26 febbraio 2014

Mike e Kathy



Mentre eravamo in macchina riuscivo a pensare ad una sola cosa, ma avevo paura di dirla.
<<Come mai sei così pensierosa, piccola? Sei ancora arrabbiata per prima?>>, mi chiese Mike.
<<No, no…>>.
<<Allora che c’è?>>.
<<Io…vorrei parlarti>>.
<<Dimmi, mi devo preoccupare?>>.
<<No…però ho bisogno che ti fermi da qualche parte, devo guardarti negli occhi>>.
<<Ok…>>.
Mike si fermò in un parcheggio pochi minuti dopo; si girò verso di me e mi prese la mano.
<<Cos’è che mi devi dire?>>.
Non riuscivo a dire quello che volevo, era troppo imbarazzante, ma era quello che sentivo e volevo che Mike lo sapesse.
<<Io voglio…io…>>.
<<Vuoi lasciarmi?>>.
<<No! Assolutamente no! Io voglio…fare l’amore con te>>.
Mike sorrise, poi mi abbracciò, senza dire niente.
<<Cosa c’è, tu…non mi vuoi?>>.
<<Kathy, io ti voglio più di qualsiasi altra cosa al mondo, ti desidero da morire. Ti ho sempre desiderata, tu mi mandi fuori di testa, sei bellissima, incantevole, mi vengono i brividi ogni volta che ti sfioro>>. Ora li avevo io i brividi.
<<Davvero mi desideri?>>.
<<Più di tutto. Ma…>>.
<<Ma cosa?>>.
<<Voglio essere sicuro che tu sia davvero pronta per fare questo passo>>.
<<Credimi, non sono mai stata più sicura di qualcosa in vita mia. Io ti amo, ti amo da morire e voglio fare l’amore con te>>. Lo strinsi forte e lo baciai. Lo  volevo con tutta me stessa. Volevo che fosse mio e volevo essere sua. Volevo dargli tutto, il mio corpo, la mia anima e il mio cuore.
<<Ti amo, lo sai?>>. Mi disse di nuovo Mike.
<<Sì, lo so e so che anch’io ti amo>>.
<<Sei sicura che…>>.
<<Sicurissima>>.
Era davvero tenero a preoccuparsi in quel modo per me, per sapere se ero davvero pronta a fare l’amore. Non molti altri diciassettenni l’avrebbero fatto.
<<Allora, se vogliamo stare un po’ soli, possiamo andare da me. I miei nonni, a quest’ora, dormono già sonni profondi>>.
<<Va bene>>.
Ero nervosa ma, allo stesso tempo, serena, perché sapevo che Mike era il ragazzo giusto: io lo amavo e lui amava me.
Mentre andavamo a casa sua, Mike mi lanciava occhiatine e sorrisi dolci, come per assicurarsi che fossi tranquilla della mia scelta.
Quando entrammo in casa cercammo di fare in silenzio, per non svegliare i suoi nonni, poi, una volta in camera, Mike chiuse la porta a chiave.


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