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lunedì 22 dicembre 2014

Lungo la via



Nell’estate del 1991, dopo essermi diplomata, partii per un viaggio senza meta precisa.
Non poteva essere tutto lì, nella piccola città in cui vivevo da sempre; me lo ripetevo spesso e, un venerdì mattina di metà luglio, decisi che era arrivato il momento di andare via e cercare qualcosa di più, qualcosa che mi facesse sentire, se non felice, almeno viva.


giovedì 11 dicembre 2014

Nuova recensione a 4 stelle per "Salvami".

4.0 su 5 stelle Il ruolo salvifico dell'amore 11 dicembre 2014
Formato:Formato Kindle|Acquisto verificato
Un libro candido, dolce, che ha dalla sua la semplicità e la bellezza della giovinezza, la vera protagonista insieme all'amore delle vicende in esso descritte.
Il sentimento in "Salvami" è incontro fra due personalità molto diverse che trovano un punto d'accordo nella comune ricerca dell'amore, nel bisogno di essere sostenute, capite, accolte ,che è poi universale.
Lo stile fluido e scorrevole fa di questa prova letteraria una lettura piacevole e non impegnativa che ha, al contempo, il pregio di risvegliare i buoni sentimenti del lettore, sottolineando, al contempo, come l'amore, quello vero, possa svolgere un ruolo salvifico nei confronti di chi ha la fortuna, il coraggio e la volontà di viverlo.

Servizio su "Non riesco a saziarmi di libri".

Grazie a Francesca Giuliani per questo servizio sul suo sito:

/http://nonriescoasaziarmidilibri.com/2014/12/11/silvia-giaccioli-e-i-suoi-quattro-romanzi-damore/

mercoledì 3 dicembre 2014

"Complice la notte" di Katie McGarry



Dopo il romanzo "Oltre i limiti", Katie McGarry ci racconta
la storia di Lila, la migliore amica di Echo, e Lincoln. I due
si incontrano al funerale del fratello di Echo, e capiscono subito
che qualcosa di speciale li lega.
Dato che abitano in città diverse, cominciano a scriversi delle lettere
per tenersi in contatto e, tramite quelle lettere, nasce un sentimento
incredibilmente forte. Quando, però, Lila scopre che Lincoln le ha
raccontato una bugia sulla sua ammissione al college, decide di
interrompere i rapporti. Lincoln, tuttavia, non intende rinunciare a
Lila, e la raggiunge a casa sua per cercare di sistemare le cose.
Ho trovato questa novella assolutamente deliziosa, tenera, toccante.
Non perdetevela, è un piccolo capolavoro.

martedì 2 dicembre 2014

Sonetto 18. William Shakespeare.

Ti comparerò dunque a giornata d'estate?
Tu sei ben più leggiadra e meglio temperata:
Ruvidi venti sferzano i soavi boccioli di maggio
E il termine d'estate troppo ha breve durata;
Troppo ardente talvolta splende l'occhio del cielo,
E sovente velato è il suo aureo sembiante,
E ogni bellezza alla fine decade dal suo stato,
Spoglia dal caso, o dal mutevole corso di natura:
Ma la tua eterna estate non potrà mai svanire
Né perdere il possesso delle tue bellezze,
Né la Morte vantarsi di averti nell'ombra sua,
Poiché tu crescerai nel tempo in versi eterni.
Sin che respireranno uomini, e occhi vedranno
Di altrettanto vivranno queste rime, se a te daranno vita.

martedì 18 novembre 2014

Noi siamo grandi come la vita (Love letters to the dead)



Questo libro di Ava Dellaira è un capolavoro. L'ho amato
incredibilmente; è una delle storie più toccanti
che abbia mai letto. Poetico e commovente.
Laurel racconta la sua vita, dopo la perdita dell'amata sorella May,
attraverso lettere indirizzate a personaggi che hanno toccato la sua esistenza,
ma che non ci sono più ( Kurt Cobain, Jim Morrison, Judy Garland, tra gli altri).
Nelle lettere urla la sua rabbia, ma non solo, racconta anche le sue esperienze di
teenager: l'amicizia, l'amore, i problemi con i genitori e, dopo averlo tenuto nascosto
troppo a lungo, rivelerà anche un doloroso segreto.


martedì 11 novembre 2014

Da "Salvami"



Dopo la serata al pub, Dean aveva riaccompagnato a casa Claire; in quel momento erano davanti alla porta di casa sua e tutto quello a cui riusciva a pensare Dean era che voleva baciare quella ragazza, assaggiare quel lucidalabbra rosato su quelle labbra perfette, ma sapeva che Claire voleva andarci piano ed era tremendamente indeciso.
<<Sono stato benissimo stasera>>, disse, aspettando un segnale da lei.
<<Anche io…davvero>>, disse Claire, e sorrise.
Dean abbandonò l’indecisione e si avvicinò lentamente a Claire, azzerando la distanza fra loro. Claire non indietreggiò. Dean le posò delicatamente una mano sulla vita e l’attirò a sé. Le loro labbra si unirono in un bacio dolce e casto.
<<Sai di ciliegia…>>, sussurrò Dean.
Poco dopo il bacio divenne più sensuale, le loro lingue si sfiorarono, si accarezzarono, fino a cercarsi con insistenza.
In quel momento Dean pensò che avrebbe fatto di tutto per quella ragazza, l’avrebbe protetta da tutto e tutti, perché in lei c’erano un’innocenza e una luce che nessun’altra aveva.

martedì 28 ottobre 2014

"Salvami" Capitolo 2



Dean Anderson aveva trascorso il mese d’Agosto in giro per gli Stati Uniti con il suo migliore amico, Chris Bell, a bordo della sua adorata Charger rossa. Era stato un periodo fantastico, che gli era servito per allontanarsi da tutto ciò che odiava della sua vita. Chris era l’unica persona con cui Dean si trovasse a suo agio e che lo capiva, era suo amico sin dalle scuole elementari e sapeva tutto quello che gli altri ignoravano di lui. Sapeva che Dean non si fidava di nessuno perché sua madre lo aveva abbandonato quando lui aveva pochi mesi; che suo padre lo aveva sempre trattato con freddezza perché, anche se non gliel’aveva mai detto direttamente, lo considerava il motivo della fuga della moglie, che era molto giovane e, forse, non se la sentiva di fare la madre. E soprattutto Chris sapeva che, a differenza di quello che pensavano tutti, a Dean non sarebbe dispiaciuto avere una ragazza che tenesse veramente a lui, invece di volerci solo andare a letto.
Dean si rendeva conto che gli altri potessero fraintendere il suo comportamento, visto che si era fatto buona parte della popolazione femminile di Fairmont, ma, a sua difesa, pensava ci fossero delle attenuanti. Le ragazze non si facevano problemi a saltargli addosso e, anche se gli davano dello stronzo perché non le richiamava, non ci pensavano due volte a farsi togliere le mutandine al primo appuntamento. Dean non negava che, la maggior parte delle volte, quella era una situazione divertente ed eccitante, il sogno di ogni ragazzo, ma cominciava a domandarsi se le donne fossero tutte così. Esistevano ancora ragazze difficili da conquistare, che si facessero corteggiare e, soprattutto, rispettare? Probabilmente il suo rapporto incasinato con le donne traeva origini dall’abbandono della madre, ma, prima o poi, avrebbe dovuto lasciarsi quella ferita alle spalle, se non voleva ritrovarsi ad avere storie di una notte per il resto della vita.
Quella sera Dean, senza sapere per quale motivo, non riusciva a smettere di rimuginare su quella faccenda, così telefonò a Chris per chiedergli se avesse voglia di andare al pub. Era stato il loro primo giorno di college e una birra era quello che ci voleva per scaricare lo stress; avevano seguito solo una lezione insieme, perché avevano scelto molti corsi diversi, e avrebbero avuto di che raccontarsi. Mentre guidava per andare da Chris, Dean ripensò alla ragazza che aveva conosciuto a lezione di sociologia, quella mattina: Claire Harris. Non l’aveva mai vista a Fairmont, doveva essere di fuori, si disse. Era davvero carina; aveva dei bellissimi capelli castani, lunghi e lisci, gli occhi verdi e le labbra carnose, ma ciò che aveva colpito maggiormente Dean era stato il modo in cui lei l’aveva guardato: aveva uno sguardo innocente.
Arrivato davanti a casa dell’amico, Dean gli fece uno squillo al cellulare e Chris uscì qualche istante dopo.
<<Ehi, ho proprio bisogno di una birra>>, disse Chris, non appena salito in macchina, poi si mise  a cercare una canzone che gli piacesse alla radio.
<<Fa’ pure come se fosse la tua auto…>>, lo incalzò Dean, sarcastico. Chris era un rockettaro e non sopportava di ascoltare anche un solo minuto di musica che non considerasse “giusta”. I suoi gusti musicali si riflettevano anche sull’abbigliamento: indossava sempre una maglietta con il logo di qualche band e il suo chiodo di pelle, inoltre era pieno di tatuaggi e portava i capelli lunghi, raccolti in una coda bassa.
<<Oggi sembrava che la giornata non volesse più terminare, ed è solo il primo giorno…l’unica cosa buona dell’università sono le ragazze, c’è più scelta che alle superiori>>, disse Chris, strappando una risata a Dean.
<<In effetti ho conosciuto una ragazza davvero bella…>>, gli disse.
<<Bella? Tu non usi mai la parola bella, di solito dici fica o…beh lo sai, altri aggettivi poco raffinati>>, gli fece notare Chris.
<<Beh, lei è bella…>>.
Chris guardò Dean con un’espressione divertita sul volto.
<<Chi è?>>, gli chiese.
<<So solo che si chiama Claire Harris, non l’ho mai vista in città>>.
<<Claire Harris…>>, ripeté Chris con aria concentrata, <<è nel mio corso di storia, la conosce Brittany, un’amica di mia cugina; è di New Haven e ho sentito dire che era stata ammessa a Yale, ma non c’è potuta andare per motivi economici>>, disse poi.
<<Yale? Davvero? Deve essere in gamba…>>.
<<Comunque hai ragione, non è niente male>>. Chris guardò Dean con un sorriso sghembo, <<ma non ti preoccupare te la lascio se la vuoi aggiungere alla tua lista>>.
<<Divertente…>>, commentò Dean, poi cominciò a parlare della sua lezione di calcolo, perché, se doveva dirla tutta, non gli piaceva per niente sentir parlare di quella ragazza in quel modo; gli metteva lo stomaco in subbuglio.
<<Aspetta un attimo, questa Claire ti piace, intendo dire, ti piace davvero?>>, lo interruppe Chris, stupito.
<<No, no…che dici?>>, rispose Dean, mettendosi sulla difensiva.
Chris gli rivolse un’occhiata scettica. <<Già, come no…>>, disse.
Dean alzò il volume della radio e continuò a guidare, facendo finta di non aver sentito.



giovedì 16 ottobre 2014

Romeo e Giulietta

Vieni, o notte, vieni, o Romeo, tu che sarai il giorno nella notte, poiche' riposerai sulle ali della notte, piu' bianco che recente neve sul dorso di un corvo.Vieni, o gentile notte, vieni, o amabile notte dalla nera fronte, dammi il mio Romeo; e quando egli morra', prendilo e taglialo in piccole stelle, ed egli rendera' cosi' bella la faccia del cielo che tutto il mondo s'innamorera' della notte, e non prestera' piu' nessun culto all'abbagliante sole.

William Shakespeare

lunedì 6 ottobre 2014

Nuova recensione a 5 stelle per "Heaven"

5.0 su 5 stelle Heaven 6 ottobre 2014
Formato:Formato Kindle
bellissimo non c'e che dire…un romanzo bellissimo e tenero che racconta una bellissima storia…lo consiglio a tutti gli amanti dei cavalli e delle storie d'amore, un libro molto sincero.l'ho finito in meno di un giorno

giovedì 25 settembre 2014

"Salvami" Capitolo 1



Era il primo giorno di college per Claire Harris; avrebbe dovuto essere emozionata, nervosa, eccitata, ma di certo non triste e arrabbiata, come in realtà si sentiva. E dire che Claire aspettava quel momento praticamente da sempre; aveva sgobbato per tutti gli anni delle superiori, ottenendo costantemente il massimo dei voti, per essere sicura di poter frequentare una delle migliori università degli Stati Uniti e realizzare il suo sogno di diventare giornalista. La sua aspirazione era sempre stata quella di essere ammessa a Yale; del resto era nata e cresciuta a New Haven, nel Connecticut, la stessa città che ospitava il famoso college, ed era stato impossibile per lei non subire il fascino che Yale esercitava su tutti gli studenti ambiziosi del Paese. La sua famiglia non aveva mai avuto problemi economici, anzi, era piuttosto abbiente, visto che suo padre, Micheal Harris, era il proprietario di una delle aziende più importanti della città, quindi le tasse universitarie non sarebbero state un ostacolo. Sarebbe tutto dipeso dalle capacità accademiche di Claire. E Claire ce l’aveva fatta, era stata ammessa a Yale.
Quella mattina, tuttavia, Claire non si trovava a Yale, bensì alla Fairmont State University, in West Virginia, perché la sua famiglia non aveva più il denaro sufficiente a pagare le tasse per un college costoso come Yale. Il padre di Claire, infatti, aveva perso praticamente tutto per una serie di investimenti fallimentari e aveva dovuto chiudere l’azienda; dopodiché, invece di rimboccarsi le maniche e trovare un nuovo lavoro, si era gettato a capofitto in una spirale di gioco e alcol, distruggendo così anche la famiglia. A quel punto Jane Harris, la madre di Claire, si era fatta forza e aveva deciso che lei e la figlia avrebbero ricominciato da sole in una nuova città; si erano così trasferite a Fairmont, dove abitava la zia materna di Claire, Joyce Logan, che era single e non avrebbe avuto problemi ad ospitarle finché non avessero potuto permettersi una casa loro. Joyce era proprietaria di una drogheria e la madre di Claire aveva cominciato a lavorare con lei poco dopo il trasferimento, cercando di rimettersi in piedi e di occuparsi della figlia come meglio poteva, garantendole comunque un’istruzione universitaria, anche se non a Yale. Claire le era molto grata per tutto quello che stava facendo, se fosse stato per suo padre non avrebbe potuto frequentare nessun college, ma ciò non aveva certo reso meno difficile la situazione; durante l’estate aveva cercato di ambientarsi a Fairmont e abituarsi all’idea che la sua vita era cambiata. Aveva deciso che non avrebbe permesso a niente e nessuno di intromettersi tra lei e i suoi obiettivi: non sarebbe andata a Yale, ma ciò non significava che non avrebbe potuto diventare quello che voleva.
Mentre si dirigeva verso l’aula dove avrebbe seguito la prima lezione, però, Claire non poté fare a meno di sentirsi un po’ abbattuta e di pensare che quel giorno sarebbe dovuta essere nel campus dei suoi sogni. La Fairmont State sembrava una buona università, ma questo non la consolava, in quel momento tutte le emozioni accumulate in quei mesi tornarono a galla.
<<Claire, stai bene?>>, le chiese la sua amica Brittany, vedendola turbata.
Brittany viveva nella casa accanto a quella di Joyce e per Claire era stata una benedizione conoscerla. Aveva un anno più di lei e andava alla Fairmont State; erano diventate buone amiche e Brittany aveva aiutato Claire ad ambientarsi a Fairmont, facendola entrare nel suo giro di amicizie.
<<Sì, sono solo un po’ nervosa…>>, rispose Claire, cercando di non far notare a Brittany, che la stava accompagnando alla sua prima lezione, quanto fosse di pessimo umore.
<<Vedrai, ti troverai bene>>, la rincuorò l’amica, con un caloroso sorriso.
Claire era già molto legata a Brittany, anche se non la conosceva da molto tempo. Adorava il suo carattere allegro e solare, che le era di grande conforto in quel periodo in cui lei si sentiva spesso depressa. Le era piaciuta non appena l’aveva vista, con i suoi capelli biondi, corti e sbarazzini, e i vivaci occhi azzurri.
<<Ti lascio alla tua lezione, altrimenti faccio tardi alla mia. Ci vediamo dopo in mensa, ok?>>, disse Brittany a Claire, che annuì e si decise ad entrare in aula, dove la attendevano due ore di sociologia. C’erano ancora diversi posti liberi e Claire si guardò attorno per cercare il più adatto, quando una ragazza dai lunghi riccioli rossi agitò la mano nella sua direzione. Claire andò verso di lei, sorridendole; si chiamava Crystal e le due si erano conosciute qualche sera prima in un pub, grazie a Brittany. Anche se non erano molto in confidenza, Claire era più che felice che ci fosse qualcuno che conosceva e si sedette volentieri accanto a lei.
<<Ciao Claire! Anche tu frequenti questo corso?>>, le chiese Crystal.
<<Sì, è un piacere vederti, devo dire che è un sollievo non essere completamente sola>>, rispose Claire.
<<Immagino, noi qui ci conosciamo un po’ tutti di vista. Lei è Jessica, andiamo a scuola insieme dalle elementari>>, disse Crystal indicando la ragazza bionda seduta accanto a lei.
<<Piacere, sono Claire>>, si presentò.
<<Piacere mio>>, le disse Jessica sorridendo.
Le presentazioni fra Claire e Jessica furono seguite da una colorita espressione di Crystal.
<<Ecco, è arrivato lo stronzo>>, disse indicando un ragazzo che era appena entrato in aula, <<non era in giro per l’America con la sua adorata auto?>>, chiese a Jessica.
<<Suppongo sia dovuto tornare in tempo per seguire le lezioni, o suo padre non gliel’avrebbe fatta passare liscia>>, rispose Jessica fissando il ragazzo, che stava andando verso di loro con un sorrisetto divertito sulle labbra.
Claire si ritrovò a guardarlo con più attenzione di quanto desiderasse, perché, dovette ammettere, era bellissimo: era alto, dal fisico asciutto ma muscoloso, per quanto si potesse vedere attraverso la maglietta piuttosto aderente, aveva i capelli castani corti, quasi rasati ai lati della testa, con delle ciocche più lunghe e arruffate al centro, la pelle leggermente abbronzata, e gli occhi erano di una sfumatura di blu così intenso da far girare la testa.
<<Dean…>>, lo salutò Crystal, con una sorta di broncio sul viso, mentre Jessica gli fece solo un cenno con la mano, senza sorridere.
<<Ragazze, che accoglienza calorosa…>>, rispose lui, che non sembrava affatto offeso dalla loro freddezza, poi rivolse lo sguardo verso Claire. Lei, che ancora lo stava fissando, arrossì e abbassò gli occhi, cercando di nascondere il suo imbarazzo.
<<Piacere, mi chiamo Dean>>, le disse lui, tendendole la mano.
<<Ciao, sono Claire>>.
Dopo essersi presentato, Dean andò a sedersi due file avanti a loro. Claire notò che, qualche secondo dopo essersi seduto, il ragazzo si voltò appena un istante a guardarla, con un’espressione incuriosita sul volto. Probabilmente si stava solo domandando se fosse nuova del posto, ma quello sguardo fece comunque avvampare Claire, che fece finta di cercare qualcosa nella borsa per sfuggire a quell’occhiata indagatrice.
<<Claire, ascolta, non ti conosco molto bene, ma voglio darti un consiglio: sta’ lontana da Dean Anderson, quello porta solo guai e, soprattutto, è un bastardo>>, le disse Crystal, cogliendola alla sprovvista.
<<Sì, è uno stronzo; si è scopato almeno metà delle ragazze di Fairmont>>, aggiunse Jessica, con un tono acido.
<<Ehm…ok>>, disse Claire, totalmente a disagio. Immaginò, da come le due ragazze si erano alterate, che anche loro facessero parte di quella metà. <<Comunque gli stronzi non mi sono mai piaciuti, non c’è problema>>, aggiunse, convinta della sua affermazione. Quel ragazzo era bellissimo, ma Claire aveva altro per la testa, la vita sentimentale era, al momento, l’ultima delle sue preoccupazioni.