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lunedì 9 settembre 2013

Un inverno a Klamath Falls



<<Se tua madre ci trova a baciarci così mi butta fuori e non mi fa più rientrare…>>.
Mike sembrava avere più autocontrollo di me.
<<Hai ragione… ma, quando sono così vicina a te, non capisco più niente…>>. Mi vergognavo un po’, avrei dovuto essere io a frenarlo.
<<Se vuoi saperlo, a me basta pensarti per non capire niente… sei sempre nella mia testa, vedo sempre e solo il tuo viso e…il tuo corpo…a volte penso che tu sia troppo bella per me>>. Non credevo a ciò che sentivo.
<<Cosa? Ma se io ho paura che tu ti accorga da un momento all’altro che non ho niente di speciale!>>.
<<Questa è un’assurdità; quando ero a Seattle mi sono chiesto spesso come fossi diventata, ogni volta che uscivo con qualcuna pensavo solo come sarebbe stato rivederti e uscire con te…quando ti ho rivista, poi…sei più bella di quanto avrei potuto mai immaginare>>. Ero ipnotizzata; sapere che Mike aveva fantasticato spesso su di me mi faceva sentire la ragazza più fortunata del mondo. Lo abbracciai, come per ringraziarlo di quelle parole.


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