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lunedì 9 settembre 2013

Un inverno a Klamath Falls



Il mattino dopo, al risveglio, avevo ancora le farfalle nello stomaco. La notte avevo sognato Mike, i suoi occhi, più precisamente. Erano sempre fissi nella mia mente; emanavano una luce che illuminava tutto quello che fino a ieri era buio. Tutto aveva un colore nuovo, il mondo aveva un suo senso in quel momento e, per me, prima non l’aveva mai avuto.


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