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venerdì 26 ottobre 2012

Molta follia è suprema saggezza
per un occhio che capisce -
molta saggezza, la più pura follia.
Anche in questo prevale la maggioranza.
Conformati, e sei saggio -
dissenti, e sei pericoloso.
Un matto da legare.

Emily Dickinson

lunedì 15 ottobre 2012

Da "Un inverno a Klamath Falls":



Uscita dalla mensa, Abbie volle sapere ogni particolare della conversazione tra me e Mike, naturalmente. Le confessai che mi sentivo del tutto disorientata.
<<Già, si vede, non ti ho mai vista così>> , mi disse.
Mi domandò poi se gli avessi chiesto spiegazioni su quello che era successo a Seattle.
<<No, quando vorrà me ne parlerà lui>>, le risposi.
<<Sei completamente cotta! Ti fidi fino a questo punto?>>.
<<Sì, non mi sta mentendo…>>.
<<Stai attenta, comunque, tu tendi a dare troppa fiducia alle persone>>.
<<Dai, Abbie, mi fai sembrare Cappuccetto Rosso!>>.
Le dissi che dopo scuola io e Mike ci saremmo visti.
<<Tua madre non sarà molto contenta…>>.
<<Lo so, infatti non ho intenzione di dirglielo per il momento>>.
Abbie fece una smorfia incredula: non mentivo spesso a mia madre, ma  mi rendevo conto che si sarebbe preoccupata sapendo del mio interesse per Mike, dato che tutti in città credevano fosse uno da evitare.
Salutai Abbie, che aveva biologia, e raggiunsi l’aula di francese; non riuscii assolutamente a concentrarmi, pensavo a quello che sarebbe successo il pomeriggio, a cosa avrei detto a Mike. Avevo paura che, trascorrendo del tempo con me, mi avrebbe trovata noiosa. Dopotutto veniva da una grande città, probabilmente a Seattle aveva una vita movimentata, cosa poteva offrirgli una ragazzina imbranata di Klamath Falls? Ma, nonostante le preoccupazioni, ero impaziente di rivederlo e di trascorrere il pomeriggio insieme a lui, a raccontargli della mia vita e a chiedergli della sua. Magari, con il suo furgone, avremmo potuto fare un bel giro panoramico e la neve avrebbe reso tutto molto romantico, a meno che le strade non fossero state impraticabili, nel qual caso avremmo ripiegato su una cioccolata calda in qualche caffè. Il rischio era che qualcuno riferisse a mia madre di avermi visto con lui, ma ero troppo entusiasta per preoccuparmene davvero.
Finalmente suonò la campanella. Riposi i libri nella borsa e raggiunsi l’uscita, non troppo velocemente, perché  avrei preferito trovare Mike già pronto ad aspettarmi.
E Mike era lì. Appena mi vide sorrise e lo stesso feci io, arrossendo.