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lunedì 30 gennaio 2012

Mi hai raccolto,
come fossi un petalo.
Mi hai donato le stelle,
le più vicine alla Luna.
Mi hai regalato la corona,
la più brillante.
Ogni giorno io sarò
principessa
nel mio viaggio.

venerdì 27 gennaio 2012

Ho imparato a combattere per realizzare i miei sogni e sento di comprendere un po' di più questa strana vita.

mercoledì 25 gennaio 2012

giovedì 19 gennaio 2012

I miei scrittori e poeti preferiti:

Jane Austen, Emily Bronte, Enrico Brizzi, Banana Yoshimoto, Nicholas Evans, Nicholas Sparks, Henry David Thoreau, William Blake, William Shakespeare.

venerdì 13 gennaio 2012

Un inverno a Klamath Falls:


…nella stanza risuonava November rain dei Guns’n Roses.
«Che ne dici? Puoi concedermi questo ballo?», mi chiese Mike.
«Va bene, ma ricordati che non so ballare…».
«Basta che mi stringi forte».
Una storia d’amore, una favola di oggi.

mercoledì 11 gennaio 2012


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Klamath Falls:





Una citazione che amo particolarmente:

Andai nei boschi per vivere con saggezza, vivere con profondità e succhiare tutto il midollo della vita, per sbaragliare tutto ciò che non era vita e non scoprire, in punto di morte, che non ero vissuto.
Henry David Thoreau

martedì 10 gennaio 2012

lunedì 9 gennaio 2012

Qualche altra riga del primo capitolo di "Un inverno a Klamath Falls":


<<Buongiorno Kathy, pronta per la prima giornata di neve?>>, mi chiese mia madre mentre versava l’impasto delle frittelle sulla piastra.
<<So che non piace nemmeno a te la neve, mamma, perciò non usare questo tono eccitato>>.
<<Almeno quest’anno ha aspettato quasi la fine di novembre per scendere!>>.
<<Ok , cercherò di essere positiva, ma tanto non ci riesco, lo sai>>.
<<Lo so, è un difetto che hai preso da tuo padre…>>.
Mio padre e mia madre erano divorziati ma, sebbene ogni tanto si lanciassero qualche frecciatina, avevano mantenuto un buon rapporto e sapevo che si volevano bene. I loro amici li prendevano in giro dicendo che andavano molto più d’accordo ora che quando erano sposati e non facevano che ripetere “Kristen e Adam sono i più romantici divorziati del mondo”; probabilmente era vero e di questo ero molto felice, ma non potevo negare di aver sofferto tanto per il loro divorzio. Avevo dodici anni quando era successo e non volevo farmene una ragione, ma anche se ero piccola vedevo che ormai tra loro c’era più amicizia che amore. Ora avevano nuovi compagni e spesso uscivano anche tutti quattro assieme. Di certo era stato un divorzio civile e questo aveva attenuato il mio dolore.
<<Sai Kathy, ieri sera ho incontrato la signora Walberg al supermercato e mi ha detto che è arrivato in città suo nipote Mike da Seattle, te lo ricordi? Trascorreva l’estate qui da piccolo>>, mi chiese mia madre.
<<Era quel bambino biondo, timido quasi quanto me, che mi costringevi ad invitare a giocare da noi?>>.                                          
<<Sì, proprio lui!>>, abbozzò un sorrisetto colpevole.
<<E cosa è venuto a fare d’inverno, non vanno a scuola a Seattle? Se non sbaglio ha la mia stessa età…>>.
<<Ha avuto un po’ di problemi nella sua scuola e finirà l’anno scolastico qui. A dire il vero si dice in giro che sia stato cacciato per problemi di droga>>.
<<Cosa? Sei sicura?>>.
<<No, è solo quello che mormora la gente..>>.
Per quel poco che ricordavo mi riusciva difficile immaginare che quel bambino fosse diventato una specie di ‘tossico’.
<<Comunque oggi lo incontrerai a scuola>>.
<<Già, penso di sì>>.....

sabato 7 gennaio 2012

Le prime righe di "Un inverno a Klamath Falls":


                                     
Capitolo 1


Quella mattina mi svegliai cinque minuti in anticipo rispetto al solito, con il presentimento che, affacciandomi alla finestra, avrei visto la prima neve della stagione. Mi stiracchiai per circa trenta secondi, poi corsi a controllare se fosse vero ciò che avevo immaginato. Eccola lì, la coltre bianca che aveva già ricoperto quasi tutto e che non se ne sarebbe andata per un bel po’. Klamath Falls è la cittadina più nevosa dell’Oregon e d’inverno diventa abbastanza invivibile per un’adolescente di diciassette anni come me, cioè freddolosa, imbranata con la macchina -avevo appena preso la patente- e molto restia ai tipici passatempi invernali come lo slittino o la gara a chi si tira più palle di neve. In realtà non avevo nemmeno l’aspetto di una “fan” delle giornate assolate, visto che ero sempre pallidissima anche in piena estate, ma mi giustificavo dicendo che l’abbronzatura avrebbe stonato con i miei capelli chiari; la spiegazione era più banale: se stavo oltre venti minuti sotto il sole assumevo un colore rosso-violaceo che non mi donava affatto. Per fortuna nella mia città, dato il basso numero di abitanti, circa ventimila, non c’erano molte ragazze stile Beverly Hills, ricche e perfette, ma ce n’era comunque qualcuna che sapeva rendere difficile la vita a una timida e un po’ impacciata. Se fossi stata un po’ più disinvolta, forse, sarei potuta essere una delle ragazze “cool” della città: a detta degli altri ero carina, probabilmente facevano colpo i lunghi capelli dorati, ma i miei occhi non erano blu o verdi, erano marroni. Ero piccolina e non appariscente, non capivo molto di moda e trucco e non mi piaceva essere al centro dell’attenzione. Questo mi impediva di essere guardata con ammirazione a scuola e di inserirmi nel gruppo che tutti definivano quello giusto, ma, a dir la verità, non è che ci tenessi tanto.
Dopo aver contemplato la neve e aver setacciato l’armadio in cerca di vestiti che mi impedissero di gelare, mi preparai e scesi a fare la colazione che mi aspettava ogni mattina: pancakes e sciroppo d’acero, dei quali non potevo proprio fare a meno....

venerdì 6 gennaio 2012

Le persone che non credono in me non fanno che spronarmi a fare di più e meglio, quindi non posso fare altro che ringraziarle.

mercoledì 4 gennaio 2012

Io e il mio fidanzato alla presentazione di "Un inverno a Klamath Falls", una giornata indimenticabile!!!