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giovedì 29 dicembre 2011

Il Mondo dentro la zuppa

Il primo racconto che ho pubblicato si chiama "Il Mondo dentro la zuppa". Lo trovate nell'antologia "La sponda del letto" pubblicata nel 2010 da Perrone Lab.


Ecco una parte del racconto:

           Il Mondo dentro la zuppa
           di  Silvia Giaccioli


Christiane era lì in piedi, vicino al tavolo della cucina, dove l’attendeva una scodella fumante di zuppa. Seppur avesse fame e voglia di mangiarla, non riusciva a sedersi e prendere in mano il cucchiaio, perché sapeva che se l’avesse fatto sarebbe successo qualcosa. Non capiva perché si sentisse in quel modo, non le era mai capitato prima.
Trascorsero cinque minuti e la zuppa si intiepidì. Christiane decise allora di cominciare a mangiare, prima che si freddasse del tutto; non le piaceva sprecare il cibo.
Assaggiò con molta cautela il primo cucchiaio di zuppa: era gustosa, saporita, forse leggermente salata, ma non era un problema, le piaceva il sale. Per il momento non accadde nulla, ma quella strana sensazione non l’abbandonava.
Al secondo assaggio la zuppa le sembrò ancora più salata. Probabilmente era solo una sua impressione ma, prima di portare alla bocca il terzo cucchiaio, si fermò a riflettere: era forse il caso di gettare via quella strana zuppa?
Stava quasi per farlo, poi pensò quanto fosse ridicolo tutto ciò e mise in bocca il cucchiaio. Ora, però, era certa che non fosse più solo un’impressione; quella zuppa stava diventando dannatamente salata. Riempì immediatamente un bicchiere d’acqua fresca e lo bevve tutto d’un sorso. Fu allora che successe l’impensabile: la zuppa cominciò a girare, prima lentamente, poi caricandosi, creando un vortice. Christiane urlò, spaventata a morte; ora la zuppa era diventa un buco nero. Non ebbe nemmeno il tempo per tentare di scappare, quel vortice la stava risucchiando. Sentiva le membra del suo corpo che venivano condotte verso quel buco e non riusciva ad opporsi. Fu trasportata in un lungo tunnel,stretto e buio; sembrava stesse volando. Era terrorizzata e non sapeva cosa aspettarsi. Chiuse gli occhi, aspettando che quel bizzarro viaggio la conducesse da qualche parte.
Ma che diavolo mi sta capitando?, pensò. Fu proprio mentre pensieri assurdi attraversavano la sua mente che Christiane atterrò su qualcosa di morbido. Aprì immediatamente gli occhi; ciò che vide era inimmaginabile, anche per una persona dalla fantasia sfrenata come lei: si trovava in quella che pareva essere una piccola cittadella dove le case  sembravano fatte di zucchero filato. Alcune erano rosa, altre blu, altre di due o più colori. Ed era proprio sullo zucchero filato che lei era caduta; si alzò e si rese conto che non era nemmeno appiccicoso, ma piacevolmente soffice. Le pareva di essere sulle nuvole.
La cittadella era vuota; non c’erano persone o animali in giro, ma solo quelle incredibili case zuccherose, circondate da giardinetti fioriti, anch’essi, naturalmente, fatti di zucchero filato.
All’improvviso sentì qualcuno picchiettarle la spalla. Christiane si girò di scatto e vide una bambina bionda, con le guance rosee, che le sorrideva.
<<Ciao Christiane! Io sono Sally, benvenuta nel Mondo dentro la zuppa!>>, disse la bambina.
Christiane non era sicura di aver capito bene....
                                                                                

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